L’esempio di buon imperatore

Come è noto, l’imperatore romano Marco Aurelio (121-180), è passato alla storia come imperatore filosofo. La filosofia stoica fu per lui motivo di meditazione profonda sul senso della vita e anche sul significato dell’uso della violenza e del potere. Da molti passi delle sue “Meditazioni” emerge l’impressione di un uomo poco incline a esultare per le proprie vittorie. Anche quando evoca immagini crude connesse alle atrocità delle guerre da lui stesso compiute — membra spezzate, corpi mutilati — non c’è alcun compiacimento da parte sua, ma solo la ricerca di distacco. Ciò che lo guida è la ragione, ovvero quel principio divino che, secondo lo stoicismo, abita in ogni uomo. È, infatti, nella mente che si combatte l’unica battaglia che conta davvero: quella interiore, per vivere con rettitudine e con bontà.

Perciò, in tempi come questi, in cui la comunicazione politica sembra aver fatto della volgarità e della prepotenza la sua prevalente forma di espressione, offriamo alcune parole del saggio imperatore per la meditazione personale, nella speranza che possano diventare una sorta di medicina della comunicazione per tutti, ma in particolare per quegli imperatori odierni che mostrano molta meno saggezza di lui.

1. Il rifiuto della vendetta.

«Il modo migliore di difendersi è non diventare simile a chi fa il torto.
Considera inoltre quanto rapidamente tutto venga coperto dall’oblio e quanto breve sia la vita:
quale guadagno c’è nell’ira? quale nella vendetta?» (Marco Aurelio, Meditazioni, VI, 6).

2. La cooperazione umana

«Gli uomini sono nati gli uni per gli altri. Istruiscili dunque o sopportali.
Chi sbaglia, infatti, ignora che cosa sia bene e male e vaga come un cieco» (Marco Aurelio, Meditazioni, II, 1).

3. La forza della mitezza

«La mitezza è invincibile, se è sincera e non simulata.
Che cosa potrà fare anche chi offende gravemente,
se tu rimani mite e, quando se ne presenta l’occasione,
lo ammonisci con calma e benevolenza?» (Marco Aurelio, Meditazioni, XI, 18).

4. La socialità universale

«Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.
Per natura infatti siamo esseri sociali e fatti gli uni per gli altri» (Marco Aurelio, Meditazioni, VII, 55).

5. Cosmopolitismo

«La mia città e patria, in quanto Antonino, è Roma; ma in quanto uomo, è il mondo.
Sicché solo ciò che giova a queste è per me un bene» (Marco Aurelio, Meditazioni, IV, 44).

6. Lo scopo della vita

«Non agire come se dovessi vivere diecimila anni.
La fine incombe. Finché vivi, finché ti è concesso, diventa buono» (Marco Aurelio, Meditazioni, VII, 59).

N.B. Tutte le citazioni sono traduzioni dal greco a cura di Carlo Diano nell’edizione del testo della BUR.

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