Contrasto fra fede e scienza: un mito

Nel seguente brano antologico S. Murphy illustra brevemente le ragioni per cui il contrasto fra scienza e fede è un “mito” inventato nella modernità, una distorsione di eventi e fatti storici per sostenere l’ideologia positivista, secondo la quale le scienze sono le uniche forme di ricerca della verità.

Intorno alla fine del XIX secolo si diffuse il mito secondo il quale scienza e religione erano reciprocamente incompatibili: la religione organizzata e la teologia erano antitetiche alla scienza e alla ragione in generale, ed essere un credente rendeva impossibile avere l’atteggiamento mentale critico e indagatore che contraddistingue uno scienziato. 
Benché le rivendicazioni del mito si fondassero su una grossolana distorsione della realtà storica, esso si è dimostrato singolarmente duraturo. E oggi è una convinzione condivisa in linea di massima dai media e dal pensiero comune. Chiedersi se un cristiano possa essere uno scienziato viene considerato ragionevole, indipendentemente dalla risposta; al contrario, domandarsi se un ateo possa essere uno scienziato è talmente insolito che chi ascolta tende a credere di aver capito male. Galileo e Darwin vengono portati ad esempio per dimostrare l’ostilità di tutta la religione organizzata nei confronti della scienza. 
Ma all’inizio del XVII secolo il concetto stesso di uno scontro tra Chiesa e scienza non avrebbe avuto alcun significato. Nel senso stretto del termine, allora non esisteva una vera e propria “scienza” e Galileo si considerava cattolico esattamente come i suoi avversari aristotelici. Per quanto riguarda l’opposizione religiosa al darwinismo, essa esisteva proprio come, d’altro canto, era presente anche un sostegno religioso a quella teoria. Una simile affermazione è comunque imprecisa, in quanto il “sostegno” o l'”opposizione” in questione altro non erano che le opinioni di singoli cristiani, ecclesiastici o laici. Siamo quindi ben lungi da una presa di posizione dottrinale ufficiale da parte delle autorità di una determinata religione nei confronti di una determinata teoria scientifica. 
Una ulteriore implicazione sottintesa nel mito è quella che un credente non può essere uno scienziato, oppure può esserlo soltanto al prezzo di una divisione schizofrenica della mente in compartimenti stagni. Eppure la lunga lista di illustri scienziati che sono stati al tempo stesso credenti smentisce clamorosamente questa bugia: padre Georges Lemaitre, probabilmente il primo a elaborare la teoria del Big Bang all’inizio del XX secolo, il padre della genetica, l’agostiniano Gregor Mendel, e importanti figure di riferimento nell’ambito della biologia evolutiva come Ronald Fisber, Asa Grey e Theodosius Dobzhansky. Essere cristiano non costituisce un impedimento a diventare un valido scienziato, né essere ateo costituisce un aiuto in tal senso.

(Brano tratto da S. Murphy, “La falsa guerra della scienza contro la religione“, in “La Civiltà Cattolica”).

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