Proprio il 25 dicembre!

Di Luciano Pace. Pubblico di seguito un articolo apparso lo scorso Natale sul pamphlet di informazione culturale cattolica intitolato “Luce Gentile“, per il quale ho l’onore e il piacere di scrivere.

Il 21 aprile 2014 Vittorio Messori ha postato sul suo blog un articolo il cui scopo era “fare ammenda”. Di che cosa si scusava? Molto semplicemente del fatto di aver ipotizzato che la festività del Natale cristiano potesse essere anticipata a Ferragosto, data la sua assoluta arbitrarietà di collocazione cronologica. Tale arbitrarietà sarebbe dipesa dal fatto che il Natale cristiano ha sostituito un’antica festività pagana dedicata al “Dio Sole Invincibile”, posizionata alla fine di dicembre.  

Per quale ragione Messori ha ritrattato questa sua posizione? Che cosa gli ha fatto cambiare idea, tanto da condurlo ad affermare senza riserve: “Gesù è nato proprio il 25 dicembre!”? La risposta è data da alcuni studi condotti dal prof. Shemarjahu Talmon dell’Università Ebraica di Gerusalemme su alcuni “Rotoli del Mar Morto”, ritrovati nella zona di Qumran. In collaborazione con altri suoi colleghi studiosi, Talmon è riuscito a dimostrare che la cronologia della nascita di Gesù raccontata nel Vangelo di Luca è corretta.  

Seguendo tale cronologia, il sacerdote Zaccaria, marito di Elisabetta, cugina anziana di Maria (promessa sposa di Giuseppe di Nazareth), apparteneva alla classe sacerdotale di Abia. Le classi sacerdotali ebraiche erano 24. Quella di Abia l’ottava. Ciascuna classe officiava il suo turno liturgico al tempio due volte l’anno. Il racconto di Luca afferma che Zaccaria ricevette l’annuncio della nascita di Giovanni (il Battista) mentre “officiava nel turno della sua classe” (Lc 1, 8-9).  

Domanda: quando svolse questo turno? Ebbene, proprio a questa domanda ha risposto Talmon, dimostrando, attraverso un confronto fra il calendario ebraico e quello Gregoriano, che uno dei due turni della classe di Abia si svolgeva l’ultima settimana del nostro mese di settembre. Perciò, è storicamente verosimile che Elisabetta avesse concepito Giovanni Battista intorno al 25 di settembre.  

A partire da qui, si può continuare con la cronologia. Infatti, sempre Luca racconta che Maria, sposa di Giuseppe, ricevette l’annuncio dell’angelo al “sesto mese per lei [Elisabetta] che tutti dicevano sterile” (Lc 1, 36). In altre parole, Gesù fu concepito in Maria per opera dello Spirito Santo dopo sei mesi dal concepimento di Giovanni il Battista. Cioè il 25 marzo. Il resto lo fa la natura con i tempi della gestazione. E si arriva così dopo nove mesi al 25 dicembre, vero Natale di Gesù Cristo.  

Gli studi di Talmon e dei suoi colleghi vanno, in definitiva, a confermare quanto la tradizione liturgica cristiana, sia Occidentale sia Orientale custodiva nelle sue consuete festività: il 25 settembre, festa dell’annunciazione a Zaccaria; 25 Marzo, festa dell’Annunciazione a Maria; il 24 giugno, nascita di Giovanni il Battista; il 25 dicembre, nascita di Gesù Cristo.  

Di fronte a tali evidenze, Messori concludeva: “Ma sì, pare proprio che il Natale a Ferragosto sia improponibile. Ne farò, dunque, ammenda ma, più che umiliato, piuttosto emozionato: dopo tanti secoli di ricerca accanita i vangeli non cessano di riservare sorprese”. 

Ora: che ne è dunque della consueta ipotesi secondo cui il Natale cristiano avrebbe sostituito l’antica festa pagana del “Dies Soli Invicti” (“Giorno del Sole Invincibile”)? A questo proposito si può notare come non sia necessario ricorrere agli studi del prof. Talmon per mostrare la fragilità storica insita in questa ipotesi. Infatti, da quanto sappiamo, il Natale cristiano era noto a Ippolito di Roma nel 204 d.C. La festa della nascita del “Dio sole invincibile“, invece, venne ufficialmente introdotta nell’Impero romano dall’imperatore Aureliano nel 274 d.C. Per di più, nessuna fonte storica coeva ad Aureliano ci attesta ufficialmente che questa festa fosse celebrata il 25 di dicembre.  

Piuttosto, l’attestazione storica che questa festa pagana si celebrasse il 25 dicembre è, invece, contenuta in un documento cristiano del 354 d.C., chiamato “Calendario Filocaliano“. In quest’opera si fa riferimento ad un “Natale imbattuto“, che prevedeva un grande evento presso il Circo Massimo: la corsa di 30 bighe.  

Per queste ragioni, chi accetta l’ipotesi della sostituzione del Natale cristiano alla festa pagana del “Dio sole invincibile” deve almeno considerare la validità di questi due elementi storici. Primo: una qualche forma di festa del “Natale imbattuto” doveva essere antecedente al 204 d.C. (cosa non attestabile con sicurezza). Secondo: il Natale cristiano e quello (presunto) pagano dovevano essere stati coesistenti fino al tempo della sostituzione, la quale avvenne dopo l’impero di Teodosio I (cioè dopo il 381 d.C., anno dell’Editto di Tessalonica, con il quale il Cristianesimo fu reso religione ufficiale e unica dell’Impero romano).

Del resto, l’idea che, prima del 381 d.C., potessero esistere due feste natalizie, l’una cristiana e l’altra pagana, che procedessero in parallelo non è affatto improbabile dal punto di vista storico, né strano rispetto a ciò che è attestato dalla tradizione storico-religiosa cristiana. Infondo, anche oggi, il 25 dicembre i cristiani festeggiano la nascita di Gesù, come vero sole che illumina la vita di noi poveri uomini peccatori, laddove, al contrario, chi non è cristiano festeggia il babbo Natale della società dei consumi e del “siamo tutti più buoni”. In ogni tempo… a ciascuno il credo che ritiene più ragionevole per sé stesso!  

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