Enrico Medi: scienziato credente

Quando ogni anno propongo agli adolescenti di terza superiore un ciclo di lezioni sul rapporto fra scienza e fede emerge da loro un chiaro pregiudizio: scienza e fede sono fra loro in contrasto. Se coltivi l’una, non puoi coltivare l’altra. Di conseguenza, per essere buoni scienziati è necessario rimanere o diventare atei! Di là dal fatto che Richard Dawkins potrebbe esser felice di questo loro pregiudizio, un insegnante, per insegnare, non può limitarsi a rettificare le superficiali ed immediate opinioni degli studenti. Deve aiutarli ad andare più in profondità con il pensiero. L’esercizio critico è questo: uno scavo delle idee che appaiono sulla superficie del linguaggio.
In questo, l’accostamento della figura del beato Enrico Medi è particolarmente efficace. Sebbene egli sia per lo più ricordato come colui che commentò alla Rai lo sbarco sulla Luna, Medi fu un raffinatissimo teorico del rapporto fra scienza e fede, oltre che un eminente astronomo ed un saggio politico. A suo giudizio il legame tra scienza e fede va inteso in due modi: 1. la fede cristiana fonda la possibilità della scienza come ricerca autonoma sulla natura; 2. la scienza viene completata dalla fede cristiana rispetto al suo significato umano. Due affermazioni che potrebbero sembrare assurde per i nostri tempi. Perciò, vediamo di comprenderne un poco il senso.
1. Rispetto alla prospettiva secondo cui la fede cristiana fonda la possibilità della scienza, Enrico Medi era convinto, come alcuni altri scienziati intellettuali del suo tempo, che non potesse essere una casualità il fatto che la scienza sperimentale sia sorta storicamente nell’occidente cristiano e moderno. Perché la scienza sperimentale della natura ha potuto fiorire proprio in grembo alla cristianità? La risposta di Enrico Medi e di questi studiosi è semplice: solo la fede in un Dio Creatore della natura e delle sue leggi permette di indagarle e di scoprirne il senso con la ragione.
Infatti, sono i politeismi che impedivano (e impediscono anche oggi, diciamolo senza timore) lo sviluppo delle scienze della natura. La conoscenza dell’elettro-magnetismo non può coesistere con la fede in Zeus, né quella dei maremoti con Poseidone. All’opposto, la fede in Dio creatore, annunciata dal cattolicesimo, è, invece, l’adeguato presupposto della conoscibilità di una natura da Lui fatta e ordinata. Né, del resto, è possibile, secondo Medi, sostenere che la natura ci sia per caso. Come sarebbe possibile individuare regolarità in un caos? Il “caos” è il concetto più anti-scientifico che esista! Invece, le scienze della natura mostrano come la realtà sia “cosmo”, fatta di leggi intelligibili al pensiero umano, che conducono a supporre un Intelligente Creatore, anche e soprattutto quando non ci è chiaro quali esse siano. Per questi motivi, Enrico Medi scrisse con dispiacere: “Non arrivo a capire come ci sia una parte del mondo, ossessionata e triste, che della materia fa la sua bandiera per alzarla contro quel Dio che ha dato il pensiero per intenderla ed il cuore per amarla”.
2. Riguardo al secondo aspetto del rapporto fra scienza e fede, ovvero che questa completa quella rispetto al suo significato umano, Enrico Medi non aveva dubbi: “La scienza è solo una parte della vita di un uomo e soltanto la fede dà la completezza”. Ma che significa “completare”? Molto semplicemente: non lasciare in sospeso, a metà. Ciò che non è completo, in effetti, non è sbagliato. Solo, non è finito, terminato. Come uno schizzo di un disegno, la scienza, fatta con le forze della ragione, ci dipinge la realtà effettiva. Lo schizzo è realistico. Ma i colori, le linee di contorno definite, le luci e le ombre non è la scienza a tratteggiarle. Infatti, scrive sempre Medi: “I grandi successi della scienza e della tecnica che hanno notevolmente migliorato la condizione dell’umanità lasciano però senza soluzione i quesiti più profondi dell’animo umano”.
Il che, non deve condurre, appunto, a disperare della scienza e a diventare tristemente scettici. Anzi! Con l’avanzare della conoscenza scientifica della natura creata, in teoria, dovrebbe avanzare la riverenza e l’adorazione in Colui che ne è L’Autore. Invece, la mentalità triste e ossessiva, come la definisce Medi, della tarda modernità conclude all’opposto: “Siamo all’assurdo! La conoscenza sempre più perfetta dell’opera di un artista conduce a rinnegare l’Artista stesso”. Solo la fede nell’Artista garantisce l’entusiasmo necessario per non cedere a questa assurdità”.
In effetti, Enrico Medi, sebbene dalle sue analisi traspaia una certa vena polemica, fu proprio un uomo entusiasta. La moglie Enrica lo definì: “Un uomo che vedeva a distanza di molti anni”. Il suo sguardo era così “avanti” nella comprensione dell’opera dell’Artista, che nel 1948 ipotizzò l’esistenza di fasce ionizzanti intorno all’atmosfera terrestre. Questa sua ipotesi non fu purtroppo presa sul serio nell’Italia del suo tempo. Così, qualche anno dopo, James Van Hallen, recuperando l’intuizione di Medi, mostrò l’esistenza delle cinture radioattive ipotizzate da Medi che, ovviamente, furono chiamate “Fasce di Van Hallen”. Di fronte a questi accadimenti, la figlia di Enrico Medi ebbe a commentare: “Se a Roma vi fosse stato più acume scientifico, esse potrebbero chiamarsi oggi Fasce di Enrico Medi”.
Questa vicenda non deve generare sdegno. Infondo, ad una persona “beata” come Enrico Medi importerebbe ben poco il ricevere onorificenze mondane. Inoltre, è probabile che le cose a Roma e in Italia siano destinate a rimanere in un certo modo. Non è facile agli italiani prendere sul serio le scienze: né allora, né oggi! Tant’è vero che, se chiedessimo per strada ad un italiano di passaggio che cosa sono le “Fasce di Van Hallen” è probabile che la sua risposta, qualora sia data, andrebbe a riferirsi ad un tipo di indumenti dell’omonimo e noto cantante Heavy Metal o, al più, a qualche sua attrezzatura da concerto. Ma questo dimostra, a maggior ragione, di come l’Italia avrà sempre bisogno di beati scienziati e parlamentari del calibro di Enrico Medi. Speriamo di poterne vedere qualcuno nel prossimo futuro.